Viaggio tra i tifosi – West Ham

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella del West Ham United.

 

Senza ombra di dubbio quella del West Ham è una delle tifoserie più sanguigne ed appassionate della Premier League, con ben 700.000 fans registrati sul database del club e più di 2 milioni di like sulla pagina Facebook ufficiale. E questo assume ancora più importanza se si considera che parliamo di una squadra che non si è mai aggiudicata la Premier League, pur avendo portato a casa 3 FA Cup ed una Coppa Coppe.

Non si può raccontare la storia della tifoseria del West Ham senza parlare della Intercity Firm, il gruppo ultras che prendeva il suo nome dall’abitudine di andare in trasferta utilizzando appunto i treni Intercity e non i convogli speciali dedicati al trasporto dei tifosi. Grazie a questo escamotage e al vestirsi in modo casual senza i colori della propria squadra, riuscivano a partecipare alle trasferte eludendo i controlli della polizia e a prendere parte agli scontri contro le tifoserie avversarie.

Uno dei capi della Firm, Cass Pennant, ricorda quei giorni in un libro cult “Congratulazioni, hai appena incontrato la ICF” che prende il titolo dal contenuto del biglietto da visita che il suo gruppo soleva lasciare al termine di uno scontro vittorioso. Pennant racconta gli scontri violenti con i rivali cittadini del Millwall, sicuramente la rivalità più accesa e che ancora continua, con quelli del Manchester United, in particolare l’episodio in cui misero a ferro e fuoco un traghetto per l’Olanda dove le rispettive squadre dovevano giocare alcune amichevoli, e con molte altre tifoserie sparse per l’Inghilterra.

La Firm del West Ham era una delle poche in cui convivevano bianchi e neri, per via della folta presenza di ragazzi di origine giamaicana nel quartiere e Pennant si sofferma su questo aspetto ed anche sul motivo per cui ha abbandonato quella vita per diventare uno scrittore, ossia tre colpi di pistola sparatigli da un tifoso dell’Arsenal. Dal suo libro ha tratto ispirazione anche il regista Lexi Alexander per il suo Green Street (Hooligans nella versione italiana) che racconta le vicende di un gruppo di ultras ricalcate appunto su quelle della ICF.

A quei tempi per un calciatore essere il proprietario di un pub era una sorta di status symbol e così Frank Lampard Sr. divenne il proprietario del Britannia e sia la ICF sia molti altri tifosi fecero di quel pub un punto di riferimento dove potevano bere una buona pinta di birra e incrociare i propri beniamini, Lampard Senior appunto, ma anche Bobby Moore e altri.

In quel pub lavorò saltuariamente per diverso tempo un altro grande giocatore del West Ham, Frank Lampard Jr., figlio più famoso di Frank Senior, che totalizzò 148 presenze nel club prima di passare al Chelsea peggiorando definitivamente i rapporti coi tifosi degli Hammers che già non lo vedevano di buon occhio e lo considerarono un vero e proprio traditore quando passò all’altra squadra londinese.

Negli ultimi anni l’immagine della squadra e dei suoi tifosi è molto cambiata e sicuramente aver abbandonato lo storico stadio di Upton Park per spostarsi nel nuovo Olympic Stadium ha favorito questa transizione, ma la passione dei tifosi è rimasta e come nell’inno della squadra, quel “I’m Forever Blowing Bubble” secondo come fama solo a “You’ll never walk alone”, saranno sempre presenti a soffiare le bolle nell’aria.

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Wolverhampton

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