Viaggio tra i tifosi – Tottenham

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella del Tottenham.

 

Lord Henry Percy, cavaliere medievale inglese, soprannominato Hotspur per la sua indole impulsiva e la cui storia di lotta e di coraggio è raccontata niente di meno che da William Shakespeare nell’Enrico IV, è colui al quale la squadra di North London si è ispirata per il proprio nome, Tottenham Hotspur appunto.

Basterebbe questo per spiegare quanto orgoglio inglese scorra nelle vene dei tifosi del Tottenham, una delle tifoserie più numerose di Inghilterra che ha la propria base nella zona Nord di Londra, ma che ha visto negli anni i suoi tifosi crescere in ogni parte del Paese ed anche all’estero.

Gli Spurs (trad. speroni, quelli che vengono fatti indossare al gallo prima di un combattimento, animale che è presente anche sullo stemma della squadra) come vengono anche chiamati dalla contrazione della parola Hotspurs, sono stati tra i primi ad organizzarsi in modo indipendente fondando lo Spurs Supporters Club nel 1948, riconosciuto poi ufficialmente dal club negli anni ’60. Questo club di tifosi che dal ’63 al 1989 ha avuto la sua sede proprio di fronte al West Stand del White Hart Lane, lo storico stadio della squadra, ha organizzato centinaia di trasferte, tra cui quella in Olanda per la finale di Coppa delle Coppe vinta 5-1 ai danni dell’Atletico Madrid.

A quella vittoria in una Coppa Internazionale faranno poi seguito i due successi in Coppa Uefa del ’72 e dell’84, l’ultimo successo fuori dai confini per la squadra di Londra, che lo scorso anno ha visto infrangersi il sogno Champions League nella finale persa contro il Liverpool.

Durante queste trasferte europee non sono mancati gli episodi di violenza hooligan, che già avevano accompagnato la storia del Tottenham addirittura dai lontani anni di inizio 900. Nella finale di ritorno della Coppa Uefa del 1974 a Rotterdam persa contro il Feyenoord ci furono incidenti e scontri prima e durante il match con un bilancio finale di 200 feriti e la squalifica del campo degli Spurs per 2 match casalinghi.

Gli scontri con i tifosi del Feyenoord si ripeterono nella Coppa Uefa dell’83-84. Ma il fatto più grave avvenne prima della finale che il Tottenham avrebbe poi vinto contro l’Anderlecht a Bruxelles. Un ragazzo di origine irlandese, Brian Flanaghan, di soli 18 anni, in seguito ad una rissa scoppiata all’interno di un bar del distretto a luci rosse, venne colpito dagli spari del proprietario del bar e morì sull’ambulanza nella corsa disperata all’ospedale. La polizia contenne a fatica la rabbia dei tifosi del Tottenham che volevano farsi giustizia da soli e dovette requisire alcuni vecchi stabili e trasformarli in una prigione temporanea in cui sorvegliare gli inglesi prima del match.

I tifosi del Tottenham sono sempre stati indentificati come “Jewish” dalle tifoserie avversarie e per questo motivo fatti oggetto di insulti anti-semiti, ed essi si sono fatti vanto di questa caratteristica, nonostante la maggioranza non fosse affatto ebrea, facendo riferimento a se stessi addirittura come la Yid Army e intonando cori in cui rivendicano l’orgoglio di essere Yid (termine usato in modo spregiativo per identificare gli ebrei)

Le rivalità con le altre squadre di Londra come Chelsea o Crystal Palace sono piuttosto sentite, ma mai come quella con l’Arsenal che si è alimentata nel tempo, a partire da quando nel 1913 i Gunners si spostarono all’Highbury, nella zona considerata quasi di loro proprietà dai tifosi degli Spurs. Quando poi nel 1919 l’Arsenal venne ripescato nella First Division prendendo il posto del Tottenham che rivendicava per sè quella posizione, questa rivalità si è intensificata rimanendo viva fino ai giorni nostri e rendendo il North London Derby il più sentito della capitale.

Un altro soprannome dei tifosi del Tottenham è The Lilywhites, dal colore della maglia ufficiale, utilizzato anche per un certo periodo come nome della fanzine pubblicata dallo Spurs Supporter Club, e su cui è raccontata la genesi di uno dei cori più famosi, quel “Glory Glory Tottenham Hotspur” che si può ancora sentire nel nuovissimo impianto che ha preso il posto del vecchio White Hart Lane. Prima della partita di ritorno di Coppa Uefa contro il Górnik Zabrze, in seguito all’articolo di un giornale polacco che lamentando la durezza della squadra inglese aveva affermato che “non erano certo degli angeli in campo”, tre tifosi si travestirono da angeli e gli fu permesso di fare il giro del campo, istigando gli Spurs presenti sulle tribune che iniziarono a cantare un ironico “Glory Glory Hallelujah”, trasformato in men che non si dica in “Glory Glory Tottenham Hotspur.

Di certo data la loro storia i tifosi del Tottenham non sono degli angeli, ma non si può non essere ammirati dal loro entusiasmo e dal modo in cui nella loro storia hanno sempre seguito la propria squadra con numeri davvero impressionanti, sempre pronti a osare come nel motto della squadra “To dare is to do”.

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Watford

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