Viaggio tra i tifosi – Southampton

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella del Southampton.

 

“Oh when the Saints go marching in, oh when the Saints go marching in”

Il gospel reso famoso da Luis Armstrong è sicuramente una delle canzoni più cantate negli stadi inglesi e non solo, ma per i tifosi del Southampton, soprannominati The Saints, è un vero e proprio inno e sono peraltro gli unici che possono cantarlo con il loro testo originale.

La prima volta che lo intonarono fu nella storica vittoria a Wembley del ’76 in FA Cup, quando la squadra militava in Second Division, ma seppe compiere il miracolo di battere il più quotato Manchester United grazie a una rete di Bobby Stokes. Per i tifosi del Southampton quello rimarrà l’unico trofeo conquistato in più di 130 anni di storia, ma non per questo la squadra sarà meno amata dai suoi supporters. Nel mondo del calcio moderno, dove i soldi la fanno da padrone, il Southampton ha una storia da “underdog”, lontana da club come Manchester Utd ed Arsenal, ma più solido di club con un grande blasone come Leeds o Nottingham Forest, grazie anche all’ottimo livello della sua Academy.

Il soprannome The Saints deriva dal fatto che il club fu fondato come squadra della parrocchia di St. Mary, che dal 2001 è anche il nome dell’impianto in cui la squadra disputa i match casalinghi, al posto del vecchio The Dell, ed in cui i tifosi hanno potuto sostenere calciatori del calibro di Terry Paine, campione del mondo con l’Inghilterra nel 1966 proprio mentre militava con la squadra bianco-rossa o Matt Le Tissier, vero e proprio beniamino dei tifosi che lo soprannominarono Le God, accogliendo i tifosi avversari con un cartello che recitava “Welcome to The God’s House” (“Benvenuti nella casa di Dio”). Più recentemente da queste parti sono passati giocatori come Alan Shearer, Gareth Bale, Sadio Manè, Virgil Van Dijk e molti altri che hanno poi preso il volo verso palcoscenici più importanti.

Gli abitanti di Southampton sono molto legati al loro porto nel sud-est del Paese, da dove partì anche lo sfortunato viaggio del Titanic, e da qui nasce la rivalità molto sentita con i tifosi del Portsmouth, con il loro porto situato a soli 30 km di distanza e con cui danno vita al South Coast Derby.

Spesso le due squadre hanno militato in campionati differenti e per questo motivo il derby si è svolto solo 71 volte con i Saints che sono in vantaggio in termini di vittorie. Le due tifoserie hanno dato prova di creatività inventando per gli avversari dei soprannomi ingiuriosi, i tifosi Pompey (abbreviazione per Portsmouth) chiamano quelli del Southampton “scam” o “scammers” riferendosi a un episodio in cui i portuali di Southampton furono accusati di essere dei crumiri e di aver superato i picchetti dei lavoratori in sciopero a Portsmouth. Questi ultimi invece sono chiamati “skates” dai tifosi del Southampton che hanno indetto un vero e proprio referendum per trovare il termine più insultante e la vittoria se l’è aggiudicata appunto la parola “skates” che indica il mestiere di marinaio in termini dispregiativi.

Alla rivalità ha contribuito anche la vicenda di Harry Redknapp che poche settimane dopo essersi dimesso da allenatore del Portsmouth firmò un contratto con gli avversari del Southampton, scatenando l’ira dei Pompey.

Tra i tifosi più famosi dei Saints ci sono due figli della città che si sono fatti strada nel mondo della musica, Craig David, autore del famosissimo brano Re-rewind, diventato inno dei club lodinesi, e Will Champion, batterista dei Coldplay e da sempre presente alle partite casalinghe della squadra.

 

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Tottenham

Attachment

Lascia un commento

(obbligatorio)

Translate »