Viaggio tra i tifosi – Manchester United

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella del Manchester United.

75000 spettatori in media all’Old Trafford da più di 10 anni, 53000 abbonati ed altri 100mila in lista di attesa, 100 milioni di sterline annue ricavate dal solo merchandising, quasi 20 milioni di follower su Twitter e circa 72 milioni su Facebook.
Questi sono solo alcuni dei numeri che danno l’idea di quanto sia vasta la platea di tifosi del Manchester United, in Inghilterra, ma anche nel resto del mondo, tanto è vero che c’è un detto coniato dai tifosi avversari che recita: “Man United fans are like rats, you’re never more than five feet away from one” (trad. “I tifosi del Manchester United sono come i topi, non sei mai a più di 1 metro e mezzo di distanza da uno di loro”). Modo di dire a cui i maligni cugini del City aggiungono un “Unless you are in Manchester” (trad. “A meno che tu non sia a Manchester”).

I tifosi dello United sono sempre stati abituati a vincere, la loro squadra infatti vanta 58 trofei tra campionati e Coppe Inglesi ed 8 Coppe Europee di cui ben 3 Champions League.
Nonostante le tante vittorie, l’evento che ha fatto avvicinare alla squadra un gran numero di tifosi e che ancora oggi rimane un capitolo fondamentale nella storia e nell’identità dello United, è stata la tragedia aerea di Monaco di Baviera del 1958, in cui persero la vita 8 giocatori e 3 membri dello staff, più altri passeggeri ed alcuni componenti dell’equipaggio.

Quella squadra è ancora oggi considerata da molti come la miglior squadra della storia inglese ed una delle più grandi in assoluto, così come il Grande Torino scomparso anch’esso in una tragedia aerea. Era conosciuta come “I ragazzi di Busby”, per la giovane età dei giocatori e dal nome dell’allenatore che li aveva resi grandi. Quando i corpi dei ragazzi deceduti tornarono a casa furono ospitati nella palestra dell’Old Trafford fin quando si svolsero i funerali che videro migliaia di tifosi assistere nelle strade di Manchester al passaggio del corteo funebre.

Nonostante l’affetto dei tifosi la squadra che pareva invincibile, dopo la tragedia faticò a ritornare quella di una volta, ma la caparbietà di Matt Busby, che rifondò il team sui sopravvissuti Bobby Charlton e Bill Foulkes a cui si affiancherà un fuoriclasse come George Best, permise ai Red Devils di sollevare la prima Coppa dei Campioni della loro storia nel 1968 e di dedicarla a chi quel giorno tremendo di 10 anni prima aveva perso la vita.

Red Devils appunto, il soprannome scelto per i propri ragazzi da Matt Busby all’inizio degli anni ’60 e che andrà a sostituire The Heatens, il vecchio modo con cui venivano identificati, dal nome del Newton Heath F.C. da cui nel 1902 nacque il Manchester United. Ed il successo del nuovo soprannome fu talmente grande che venne poi inserito un diavolo rosso anche nello stemma della squadra tuttora utilizzato nel merchandising dei prodotti che fanno riferimento allo United.

Dopo quella vittoria arriveranno degli anni difficili dal punto di vista sportivo con la retrocessione in Second Division, ed il Manchester non sarà immune dal fenomeno hooligans con la nascita della Red Army, una Firm che seminerà il caos soprattutto nelle trasferte, dove spesso i supporter al seguito dello United risultavano essere ben più numerosi di quelli delle piccole squadre che andavano ad affrontare.

Di lì a poco i Mancunian però sarebbero tornati ai fasti dei tempi passati grazie allo scozzese Alex Ferguson ed al suo lunghissimo “regno” che porta la squadra a collezionare una serie incredibile di successi ed a diventare probabilmente la più famosa e seguita nel mondo intero.

Durante questo periodo i tifosi dello United si batterono per evitare che il loro club finisse nelle mani del controverso magnate dell’informazione Rupert Murdoch e fondarono a tale scopo la Independent Manchester Supporters Association che beneficiò anche di un contributo di Roger Taylor, batterista dei Queen. La battaglia andò a buon fine, ma i tifosi non riuscirono poi a replicare il successo nei confronti di Malcolm Glazer che nel 2005 diventò proprietario del club.

A quel punto alcuni tifosi decisero di fondare addirittura un club alternativo battezzato United of Manchester, di proprietà esclusiva dei tifosi, che ha iniziato la sua avventura nella North West Counties Football League Division Two ottenendo un paio di promozioni, ma l’entusiasmo e l’attenzione iniziale intorno a questo progetto sembra ormai essere scemato.

Quella che invece non sembra scemare è la voglia dei tifosi del Manchester United di continuare a seguire la propria squadra all’Old Trafford, il Teatro dei Sogni, dove dal prossimo anno verrà inaugurato un nuovo settore all’interno dello Stretford End dedicato ai tifosi più rumorosi, per rendere ancora più esaltante l’atmosfera degli incontri casalinghi.

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Newcastle United

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