Viaggio tra i tifosi – Leicester

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella del Leicester.

Nel cosiddetto calcio moderno, quello in cui mai come prima la quantità di capitali a disposizione delle società determina il risultato sportivo, quello degli ingenti diritti tv e dei frutti del merchandising, quello in cui le grandi multinazionali e gli sceicchi sono entrati in campo con le loro ricchezze facendo incetta di campioni a suon di milioni, in questo calcio moderno dicevamo, nessuna tifoseria sarà più invidiata di quanto lo è stata quella del Leicester della Premier League 2015/16.

Le Foxes, dalla forma della cartina del Leicestershire (la contea di cui Leicester è il capoluogo) che ricorda una testa di volpe, mai come in quell’anno hanno rispettato il loro soprannome, diventando protagonisti di una caccia alla volpe da parte delle grandi corazzate della Premier come Manchester United, Manchester City, Tottenham e Arsenal che una dopo l’altra hanno dovuto rinunciare permettendo alla squadra di Ranieri di vincere una storica Premier League, definita a ragione da molti commentatori un piccolo miracolo.

All’inizio di quell’anno infatti i bookmakers pagavano la vittoria del titolo da parte del Leicester, promossa appena due anni prima dalla Championship e che aveva terminato l’ultimo campionato al 14imo posto, a una quota di 5000 a 1. 1 sterlina giocata, 5000 sterline portate a casa. La stessa quota pagata a chi avesse dimostrato l’esistenza del mostro di Loch Ness o a chi avesse incrociato per strada Elvis Presley redivivo.

La scommessa calcistica vincente con la quota più vicina a quella del Leicester è stata la vittoria degli Europei della Grecia, pagata 150 a 1 dai bookmakers inglesi all’inizio della manifestazione, quota ben lontana da quella pagata ai 25 scommettitori totali, di cui 3 di Leicester, sicuramente presenti tra i tifosi del King Power Stadium.

Quella vittoria ha sicuramente cambiato la storia del Leicester e dei suoi tifosi. Fino ad allora infatti, da quando nel 1884 fu fondata la Leicester Fosse, rinominata poi Leicester City Football Club nel 1919, quando al vecchio borgo venne dato lo status di città, le soddisfazioni per i tifosi delle volpi erano state poche.

Meno di 10 anni prima i Filberts, altro soprannome ormai raramente utilizzato che si rifà al nome del vecchio impianto di Filbert Street, si muovevano tra cittadine secondarie come Hartlepool o Hereford, in stadi da 5-7000 posti, seguendo la propria squadra nel campionato corrispettivo alla serie C italiana.

Non erano del tutto digiuni di vittorie, con le 3 coppe di Lega di cui 2 arrivate a fine anni 90 e la Community Shield del 1972, ma prima dell’arrivo dell’imprenditore thailandese Vichai Srivaddhanaprabha, deceduto quest’anno in un incidente con il suo elicottero proprio al termine di una partita del Leicester, le prospettive sembravano tutt’altro che rosee.

E tra quei tifosi piuttosto pessimisti c’era anche il grande Gary Lineker, che proprio a Leicester è nato ed è cresciuto calcisticamente a cavallo tra gli anni 70 e gli 80, e che diventato commentatore per la tv aveva definito la scelta della società di puntare su Ranieri come “poco ispirata” scommettendo che se la sua squadra avesse vinto il titolo si sarebbe presentato in mutande. Promessa mantenuta alla prima giornata del campionato successivo in cui si è presentato davanti alle telecamere solo con un paio di boxer con lo stemma delle Foxes.

Speriamo di rivedere presto un’altra tifoseria esultare per la prima vittoria in Premier League, magari senza aspettare i 38 anni che sono passati tra la prima vittoria del Nottingham Forest nel 1979 e quella del Leicester nel 2016. Nel frattempo però la quota delle Foxes vincenti è calata e se vogliamo piazzare una scommessa alla quota di 5000 a 1 dobbiamo ripiegare sullo sbarco degli alieni sulla Luna…

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Liverpool

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