Viaggio tra i tifosi – Everton

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La tifoseria che andremo a conoscere oggi è quella dell’Everton.

Nonostante sia la squadra meno famosa della città, l’Everton è in realtà la più antica società di calcio di Liverpool, fondata 14 anni prima dei Reds e prende il suo nome da un quartiere della città. Pochi sanno che l’Anfield, il campo in cui oggi gioca il Liverpool, era nel 1884 la casa dell’Everton su cui vennero giocate le partite interne fino al 1892, anno in cui la squadra traslocò al Goodison Park che ancora oggi è lo stadio ufficiale.

Come in ogni città in cui militano due squadre, il derby di Liverpool soprannominato Merseyside Derby è sentito da entrambe le tifoserie, ma si è sempre svolto in un clima di grande correttezza e rispetto reciproco, tanto da essere soprannominato The Friendly Derby (il derby amichevole).

Il soprannome con cui sono conosciuti i tifosi dell’Everton è Toffees (caramelle mou) e risale alla fondazione del club, quando prima delle partite casalinghe i tifosi facevano usualmente provviste di caramelle al negozio Ancient Everton Toffee House, tanto da diventare un tratto distintivo.

Anche se negli ultimi 20 anni la squadra non ha conseguito risultati eclatanti, i tifosi dell’Everton, detti anche gli Evertonian, possono vantare la vittoria di ben 9 titoli di First Division, 5 Coppe d’Inghilterra e 1 Coppa delle Coppe, oltre al record di partecipazioni tra First Division e Premier League.

Oggigiorno nessuno parlerebbe dei tifosi dell’Everton come di tifosi razzisti, ma non è sempre stato così, per lunghi tratti della storia del club si sono verificati numerosi casi di razzismo, dalle banane lanciate verso John Barnes durante un derby contro il Liverpool, ai cori di insulti nei confronti di Les Ferdinand che nella sua biografia ricorda come fu una grande soddisfazione segnare una tripletta mentre veniva appellato con i peggiori termini razzisti.

Quando il problema assunse dimensioni serie, la fanzine indipendente dei tifosi chiamata “When Skies are Grey”, promosse una campagna anti razzismo con la vendita di magliette con la scritta, curiosamente in italiano, “NO al razzismo” e con l’aiuto del club e dei suoi esponenti debellò il fenomeno, dimostrando che il razzismo può essere combattuto e vinto.

L’orgoglio dei tifosi dell’Everton è quello di aver saputo mantenere le proprie radici e di non essere dei “plastic fans” (tifosi di plastica) come spesso vengono appellati quelli del Manchester United o del Chelsea. Tra le cose di cui sono più fieri c’è l’aver avuto in squadra almeno un ragazzo delle giovanili per ben 1000 incontri consecutivi, segno del grande attaccamento alle fondamenta del club.

Nel motto con cui fu lanciata la campagna abbonamenti di qualche anno fa si può ritrovare tutto il senso dell’essere un Toffee: Evertonians are born not manufactured!

 

Prossimo appuntamento con i tifosi del Fulham

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