Un pallone di bitcoin!

Gli inglesi sono sempre stati molto gelosi della loro moneta, la Sterlina, tanto che a differenza della maggior parte dei Paesi aderenti all’Unione Europea non hanno mai permesso all’Euro di sbarcare nella loro isola, già in tempi in cui la Brexit era un neologismo ancora da inventare.

Sembra però essere andata meglio ai Bitcoin, la criptovaluta più famosa al mondo, che verrà utilizzata per il pagamento della sponsorizzazione da parte di 7 club della Premier League di una altrettanto famosa piattaforma di trading.

Oltre ai club pagati in criptovaluta che sono Brighton & Hove Albion, Cardiff City, Crystal Palace, Fulham, Leicester City, Southampton e Tottenham Hotspur anche altri 3 club della Premier e cioè Bournemouth, Huddersfield Town e Newcastle United hanno firmato un contratto di sponsorizzazione con la stessa azienda, ma con pagamenti in moneta tradizionale.

Le criptovalute e soprattutto la tecnologia blockchain, su cui le monete virtuali si basano, si stanno già diffondendo in vari settori. In sostanza la tecnologia blockchain si può sintetizzare come un grande registro digitale, distribuito, trasparente e a prova di manomissione.

E’ già utilizzato in modo sperimentale o effettivo per l’invio di denaro online, il leasing di autovetture, la musica, il car sharing e, come nel caso dello sponsor in questione, per la compravendita di azioni.

Il Gibraltar United che milita nel campionato semi-professionistico di Gibilterra, il territorio britannico situato sulla costa meridionale spagnola, ha annunciato che parte dello stipendio dei propri calciatori verrà pagato in bitcoin ed il club turco amatoriale dell’Harunustaspor a Gennaio scorso ha comprato un giocatore pagando per la prima volta il cartellino in bitcoin.

Anche la Uefa ha sperimentato questa tecnologia nella finale di Supercoppa Europea tra Real Madrid e Atletico Madrid realizzando una app blockchain-based che ha permesso agli spettatori di acquistare il biglietto per la partita sul proprio smartphone ed entrare allo Stadio semplicemente attivando la funzionalità bluetooth.

Staremo a vedere come si evolverà questa sperimentazione, anche se c’è da scommettere che anche per questo aspetto la Premier League si dimostrerà all’avanguardia e farà da apripista per molti altri campionati.

 

 

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