Viaggio tra i tifosi – Bournemouth

Continua la rubrica che racconterà la storia dei supporters delle 20 squadre di Premier League.

La seconda tifoseria che andremo a conoscere è quella del Bournemouth.

“No one’s heard of us, no one’s heard of us, no one’s heard of us – but we don’t care…”
(trad. “Nessuno ci conosce, nessuno ci conosce, nessuno ci conosce – ma a noi non interessa…”)

Bastano le parole di uno dei cori più longevi dei tifosi dei Cherries (“Le Ciliegie” è il soprannome del club del Dorset, dovuto al fatto che lo stadio venne costruito su un frutteto di ciliegie) per capire sia l’autoironia dei supporters di questo club che ha passato gran parte della sua storia nelle serie minori, sia l’orgoglio con cui sono sempre rimasti a fianco al proprio club.

In effetti per lungo tempo di soddisfazioni ne hanno avute ben poche a parte qualche vittoria ai play-off di League Two ed il record per la tripletta più veloce del calcio inglese, siglata da James Hayter in 2 minuti e 20 secondi nella vittoria per 6-0 a Febbraio 2004 contro il Wrexham in Second Division.

Addirittura nel 1997 per evitare di sparire dal panorama calcistico i tifosi del Bournemouth dovettero mettere mano al portafoglio e aderire alla petizione per raccogliere le 300.000 sterline necessarie a terminare il campionato.

Ma i problemi finanziari si ripresentarono nel 2008 quando a causa dei problemi finanziari il club venne penalizzato di 10 punti finendo retrocesso in League Two.

Di certo nessuno dei tifosi poteva sognare che di lì a poco sarebbe iniziata la cavalcata vincente che in 7 anni avrebbe portato il Bournemouth dalla League Two alla prima storica promozione in Premier League, anche grazie agli investimenti dell’uomo di affari russo Maxim Demin che nel 2011 diventò co-proprietario dei Cherries.

Nonostante questa scalata i tifosi del Bournemouth sono rimasti fedeli a se stessi e la loro grande sportività li ha fatti diventare protagonisti nel 2014, quando la partita di FA Cup tra la loro squadra ed il Burton Albion venne rinviata a causa del maltempo.
Dispiaciuti per il viaggio a vuoto sostenuto dai tifosi avversari decisero di auto-tassarsi per ripagare il costo di 800 sterline sostenuto per l’affitto dei bus, ma la colletta andò ben oltre ogni previsione e raggiunse incredibilmente la cifra di 3000 sterline, così che parte del ricavato venne messa a disposizione di un’organizzazione benefica scelta dall’ex giocatore e poi allenatore del “miracolo” Eddie Howe.

Ancora oggi i tifosi del Bournemouth sono un esempio di grande correttezza, sono infatti ultimi nella classifica del numero di tifosi banditi dallo stadio, con appena 4 casi.

Mentre scriviamo questo articolo però sono primi nella classifica più importante, quella della Premier League, e siamo sicuri che ora tutti conoscano i tifosi del Bournemouth.

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